FOLKCLUB ETHNOSUONI
ES 5396 - 2013

TRASE è il nostro quarto disco e come i tre precedenti lavori anche questo è stato prodotto dalla storica etichetta piemontese FolkClub Ethnosuoni.
Il nuovo album, che esce a distanza di sei anni da Mò Siente (finalista nel 2007 al Premio Tenco e secondo posto al Premio Loano), contiene 14 tracce e vede la partecipazione di diversi ospiti, alcuni provenienti anche dal mondo del teatro, come Silvio Orlando e Tonino Intorcia della Solot – Compagnia Stabile di Benevento.
Dal punto di vista musicale il lavoro si può concettualmente dividere in due parti: una relativa al nostro percorso musicale in continuità con i precedenti lavori, e con il quale proponiamo una rilettura personale del genere definito dalla critica "folk d'autore", spingendo sulla linea della modernità non solo dal punto di vista compositivo, ma anche attraverso l'inserimento di nuovi strumenti musicali. La seconda parte, invece, comprende i brani con i quali abbiamo contribuito alla realizzazione di due lavori teatrali messi in scena con la Solot: Madre natura madre Madonna, con Katia Ricciarelli e Marina Confalone, del quale fa parte una lauda di Jacopone da Todi dal titolo "O Segnor per cortesia", e Valani che comprende quattro pezzi originali: “Valani”, “Si vò Dio”, “No' pe' me” e “Voglio vede' pazzià”.
Tutti i testi di questo nuovo disco sono in parte orientati a trasferire nelle canzoni il disagio sociale dei tempi che stiamo attraversando (il tema dell’emergenza ambientale in “ ‘A ballata dell’emergenza”, quello dell’acqua quale bene primario in “’A forma ‘ell’acqua” e, infine, quello della precarietà del lavoro in “Guardame Sienteme”), puntando uno sguardo disilluso sui fattori di dissoluzione di un patto sociale che va riformulato, rielencando quelli che sono gli elementi fondanti di una nazione, primo tra tutti la solidarietà sociale.
Alcuni brani in particolare, poi, hanno un taglio più poetico, ma non per questo sono, nelle nostre intenzioni, avulse da un contesto di denuncia, proprio perché crediamo che la poesia rappresenti uno strumento potentissimo per riconnettersi con se stessi e, nello stesso tempo, aprire nuove visioni alternative.
Con i testi di Valani, inoltre, la denuncia e la poesia si fondono con l’intento di recuperare una pagina buia della storia non remota della nostra provincia e del capoluogo, quando per povertà i bambini venivano ceduti dalle proprie famiglie e venduti come braccia da lavoro già alla tenera età di sette anni. Quello che abbiamo realizzato con queste canzoni, pertanto, è un personale, quanto profondo, contributo affinchè mai si dimentichi che i bambini rappresentano ciò che saremo e che il rispetto dei loro diritti, più volte ribaditi a livello internazionale, non è scindibile da un'idea sostenibile di progresso a garanzia del futuro di tutti.

Senza ubbidire alla dittatura della tammorra e della sterile contaminazione, i Sancto Ianne sanno essere voce della propria comunità, ma anche aprirsi al mondo…..folkpop, folkjazz, folkrock? Forse, comunque bello. Federico Vacalebre – Il Mattino

Quattordici brani inediti, musica che sprigiona forza ma sa entrare anche nelle pieghe della tenerezza melodica, comunque mai consolatoria………Trase è un disco maturo, in cui la spinta autorale diviene ancora più pronunciata, così come il profilo musicale risulta più ampio……arrangiamenti pieni di gusto ed idee, variegata gamma timbrica, soluzioni ritmiche che danno carattere a tutto il lavoro. Ciro De Rosa – blogfoolk.com

Un disco da scoprire, da gustare pian piano, nota dopo nota, parola dopo parola…..assolutamente da ascoltare! MariaTeresa De Lucia - Ottopagine

Quattordici tracce per una rilettura inedita e affascinante del folk nostrano….un disco originale, suggestivo, raffinato! Luigi Furno – bMagazine.it
1.
Insomma un gran bel capitolo del sestetto sannita che, a nostro avviso, con Ghetonia e Uaragniaun rappresenta il meglio della musica di derivazione popolare italiana. E non solo!
Alessandro Nobis – folkbulletin.com